La Neuroestetica è una disciplina recente delle Neuroscienze che affronta in modo scientifico lo studio dell’estetica. Già nei secoli passati, i filosofi hanno cercato di comprendere l’essenza intima di un’esperienza estetica e di definire il concetto di bellezza. Per esempio, fra gli altri possiamo ricordare Platone, Immanuel Kant, e lo storico dell’arte Johann Joachim Winckelmann. Nonostante ciò, queste figure così improntanti del pensiero occidentale non hanno mai avuto l’opportunità di vedere direttamente cosa avviene nel nostro cervello quando, per esempio, siamo di fronte ad un’opera d’arte. Oggi, possiamo fare ciò. Infatti, la neuroestetica usa le tecniche sviluppate per le neuroscienze per capire l’essenza delle esperienze estetiche a livello neurale.

Per esempio, la risonanza magnetica funzionale (fMRI) ha permesso la visualizzazione dell’attività cerebrale nel momento stesso in cui eseguiamo un’azione, pensiamo, o proviamo emozioni. Assieme ad altre techinche, la fMRI ha permesso lo studio dei pattern di attivatione delle differenti aree del nostro cervello, rivlandoci che ogni struttura cerebrale è specializzata per uno o più compiti specifici, come l’elaborazione e percezione di stimoli (visivi, tattili, uditivi, etc.), la pianificazione ed esecuzione di processi motori, o la percezione di determinati stimoli emozionali.

Tuttavia, seppur abbiamo una conoscenza avanzata del nostro cervello, i neuroscienziati sono ancora al lavoro per comprendere e rivelarci uno dei più arcani e impalpabili segreti su cui i filosofi e gli scienziati hanno dibattuto per millenni: i misteri della mente umana.

La Società Italiana di Neuroestetica “Semit Zeki”, intitolata al fondatore di questa disciplina (che ne è anche il presidente onorario), è stata fondata nel 2005 ed è costituita da artisti e scienziati di fama internazionale. Sul sito www.neuroestetica.it troverete le attività dei nostri soci, interviste, articoli e mostre sull’argomento.